Riaffermare il primato della cultura in questo luogo, la città, che è in uno stato di grande sofferenza può sembrare inutile e secondario.
Incontrarsi dove? Le arti hanno, per loro natura, la capacità di percepire, anticipare e stimolare il dialogo cercando nelle persone,
i cittadini, i loro interlocutori privilegiati; proprio per questo sono in grado di creare occasioni di scambio, di confronto sulle ipotesi
e gli sviluppi di progetti, sui temi dell’immediato e del futuro. In questo territorio è venuto a mancare il centro, inteso
sia sotto il punto di vista urbanistico che sociale, un centro fatto di luoghi storici e rituali consolidati, un centro amato per la sua bellezza
e criticato per la sua staticità, così resistente al cambiamento e all’accoglienza, ma di cui i cittadini sentono sempre più la necessità.
Oggi la nuova “città estesa” ha bisogno di quello che era e di altro: la ricostruzione del tessuto sociale, il riappropriarsi di luoghi
fino a ieri sconosciuti e ipotizzare nuovi scenari di sviluppo. Il programma voluto dall’Assessorato alla Cultura della
Regione Abruzzo vede la partecipazione di artisti che operano nel territorio, che lo conoscono e che vogliono partecipare al progetto di
ricostruzione del tessuto socio-culturale della città; artisti che, fin dai primi momenti, si sono messi in discussione, hanno donato con
grande generosità la propria arte nei mesi più drammatici di questa storia, operando da dentro e condividendo i disagi delle persone a cui
rivolgevano il loro lavoro, un lavoro così utile nella normalità e diventato improvvisamente indispensabile per esplorare le nuove
realtà che si sono venute a creare.
Il Direttore Artistico
Giancarlo Gentilucci